Musica di   Sardegna

Breve compendio di musica sarda

Launeddas in esposizione Uno dei pilastri fondanti la cultura Sarda è certamente la Musica. Antica quanto la popolazione che abita l'isola, percorre imperterrita i flutti del tempo per proporre, attraverso i linguaggi espressivi che le varie epoche mettono a disposizione, i suoi temi. Spesso struggente, ma anche pungente e di protesta, la "Musica Sarda" racconta i ritmi e le vite, le sofferenze e gli amori, di un "antico" popolo nelle sue vicissitudini e lotte quotidiane.

Millenaria ha attraversato i secoli, subendo alcune volte le influenze dei popoli occupanti o dell'innovazione introdotta dai "nuovi" strumenti musicali (es. l'introduzione della chitarra), ma ciò nonostante rimanendo fedele a se stessa, alla tradizione, ma soprattutto ai suoi temi. Essi infatti sono così profondamente insediati nell'animo del popolo sardo, da riuscire ad valicare indenni le epoche per giungere sino a noi, trasportando seco concetti familiari, particolarmente per i sardi stessi, ma talvolta alieni ed remoti anche per essi, che con caparbia ed orgoglio si oppongono alla globalizzazione delle culture.

"Le Fondamenta"

Cantu a Tenore

Indubbiamente il "Canto a Tenore", più di altre forme musicali presenti in Sardegna, ha saputo varcare per primo le soglie dell'isola e renderla internazionalmente riconoscibile e riconosciuta, tanto da meritare l'inserimento tra i patrimoni dell'umanità da parte dell' UNESCO ("Patrimonio Orale e Intangibile dell’Umanità" 2005÷08). Con tali iniziative l'Unesco ha l'obiettivo di preservare e far conoscere nel mondo le varie forme di cultura popolare, tramandate in maniera orale e quindi più suscettibili ad un eventuale oblio col passare del tempo. Tra i molti gruppi di "Canto a Tenore" della Sardegna possiamo annoverare i Temores di Bitti “Mialinu Pira” ed i Temores di Bitti “Remunnu 'e Locu”.

Temores di Bitti “Mialinu Pira”
Temores di Bitti “Remunnu 'e Locu”

Cantu a Chiterra

Launeddas ed "Organetto"

" Dal popolo alla popolarità ": Maria Carta (1971-94)

" La Commistione ": Barritas (1964 - 1971) e Bertas (1974 - Oggi)

" il Disimpegno impegnato ": Banda Beni (1977-1985/2015)

" Indiani ": Fabrizio de André (1981)

Menzione speciale e certamente caso a sè stante, si innesta nella musica sarda anche l'album "L'indiano" (1981) di Fabrizio de André. Album certamente scaturito dall'amore che Egli aveva per la terra di Sardegna, nonostante il dolore in Essa subito. Lp in cui il popolo sardo viene messo a confronto con il popolo indigeno americano, Una memorabile versione di uno dei brani storici sardi: "Deus ti salvet Maria" che Fabrizio incide in questo album con sonorità ed arrangiamenti inediti.

" Sirbones ": Piero Marras (1985-Oggi)

" La Rivoluzione ": Tazenda (1988-Oggi)

" Presente e Futuro"

" Note conclusive e commenti dell'autore "

  1. Gli anni indicati fanno riferimento alle sole produzioni "in Sardo" dei rispettivi artisti.
  2. La lista non è esaustiva ne completa.
  3. Tutti gli artisti, strumenti o brani non menzionati in questo "breve riassunto" della musica Sarda, non sono stati esclusi con volontà censorie ma semplicemente per cause dovute alla brevità dello stesso. Non si può, ne era intenzione dell'autore o compito di questo documento, riportare enciclopediacamente TUTTA la musica sarda del passato e del presente. Semmai l'intenzione era più quella di voler mettere dei "punti fissi" da ricordare, per lo stesso "smemorato" sottoscritto autore di questo documento, lui stesso "musicante" "d'epoca arcaica" che questo lungo perido di musicalità sarda "moderna" lo ha vissuto in prima persona, "suonando ed scoltando". Momenti a cui ripensa spesso con immensa nostalgia!
dott. MC